Gola di Gorropu
Il Supramonte è un vastissimo altopiano
di calcari mesozoici,
compreso nei comuni di Urzulei, Oliena, Orgosolo e Dorgali mentre l'altezza media delle cime è di circa 900 metri.
Il paesaggio è molto tormentato, spesso interrotto da strette gole, imponenti bastionate calcaree, larghi pianori, doline profonde, forre nascoste e misteriose.
L'acqua in superfice manca completamente a causa del calcare fessurato che inghiotte ogni goccia di pioggia, convogliandola in imponenti bacini idrici sotterranei.
Le sue pareti ripidissime alte anche piú di 450 metri racchiudono un alveo movimentato da balze separate da piccole
"piscine" nelle quali l'acqua permane anche nella stagione secca. Se si volesse rappresentare la forza, la grandiosità e l'imponenza della natura non ci
resta allora che visitare la "Gola di Gorropu",
il monumento naturale per eccellenza, un concentrato di ambiente selvaggio e primordiale.
Scavata in milioni di anni dalle acque del "Rio Flumineddu",
provenienti dal cuore del Supramonte, segna il confine naturale tra i comuni di Urzulei ed Orgosolo .
Nel Supramonte ha vissuto l'uomo-pastore, costretto dall'asprezza e dalla
aridità dei luoghi ad un'attività di sola sopravvivenza, spesso condotta con metodi primitivi. Lo spopolamento della montagna
ha reso oggi il Supramonte uno degli ambienti più selvaggi e disabitati che siano
rimasti in Europa, destinandolo ad avere sempre maggiore importanza dal punto di vista
naturalistico e turistico.
Fortunatamente dunque, queste zone, meno sfruttabili perché meno accessibili, hanno
risentito poco dell'influenza umana conservando parti
di antiche foreste costituite da lecci e in misura minore da ginepri, tassi e relitti di flore quasi scomparse come l'agrifoglio, tipico
di climi piú freddi dell'attuale. Sono pure presenti specie animali altrove giá estinte come l'Aquila reale e il Muflone.
Il Supramonte di Urzulei puó quindi rappresentare uno dei principali punti di riferimento per il neo turismo ambientale,
sempre che le amministrazioni e le popolazioni locali credano in uno sviluppo economico alternativo, basato su una
corretta fruizione delle proprie risorse naturali.