Archeologia
La Madre dell'ucciso
Fu rinvenuta intorno alla metà degli anni venti, in una grotta che sovrasta il paese: SA DOMU' E S'ORCU. Questa statuetta raffigurante una madre col figlio in grembo, fu consegnata a Taramelli da certo Raimondo Mulas nel 1930, mentre si trovava ad Urzulei per la compilazione della Carta Archeologica della Sardegna. Disse che l'avevano trovata con una bipenne, pure di bronzo, nei materiali di discarica lasciati da precedenti scavi nel 1904, relativi per l'appunto alla grotta di "Sa Domu de S'Orcu".

I
l figlio e' seduto e appare rigido, abbandonato con le mani appoggiate sulle ginocchia e i piedi sollevati. E' vestito degli attributi degli "adulti" con il pugnale e il berretto. E' stata interpretata come una pietà,una madre che sostiene il figlio morto simbolo di drammaticità e pateticità (Lilliu e Taramelli). Ma c'è chi ipotizza per questo gruppo la raffigurazione di due divinità (Ugas).
 

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U
n altro studioso (Contu) pensa ad una madre che ringrazia la divinità perché il figlio ferito è tornato salvo dalla guerra.Altri invece ritengono che si tratti di una Dea Madre che accoglie il defunto tra le sue braccia, cosa che trova conferma nelle dimensioni maggiori della donna rispetto al guerriero, caratteristica propria delle divinità e dal culto particolare che i sardi avevano nei confronti delle divinità femminili.

Nel 1904 il Museo Archeologico di Cagliari potè disporre di tre idoletti di bronzo trovati sempre in quella grotta da operai intenti alla ricerca nella zona di ciocchi per le pipe.

Il primo rappresenta un pastore coperto dal solo "bracchetto" appoggiato con la destra ad un bastone e tenendo nella sinistra un probabile manico di accetina.

Il secondo rappresenta un guerriero con gambe spezzate fino dalla sua fusione, la mano destra sollevata in atto di adorazione e la sinistra appoggiata ad un bastone ora scomparso. Ha un doppio gonnellino, gambe nude mantellatta sulle spalle e sulle braccia, la quale copre la bandoliera alla quale era appeso il pugnale. Il capo è scoperto ed i capelli scendono in quattro trecce una davanti ed una dietro a ciascun orecchio.

Il terzo bronzetto rappresenta un arciere appoggiato con la destra al bastone ore mancante e reggente con la sinistra un arco alto quanto lui.




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